Traccia GPS di Paolo Mazzoni su carta 4Land 203E Nord-Est Appennino Ligure e Tosco-Emiliano (foglio Nord)
N.B. La traccia riporta la discesa diretta dal Tecchio dei Merli al Prato del Ferro per la dorsale Sud

APP. LUNIGIANESE: IL TECCHIO DEI MERLI

Il Tecchio dei Merli – Tecchia dei Merli secondo la CTR, già Tecchia della Penna in vecchie carte -, è un bel rilievo roccioso multiplo, su una lunga e complessa dorsale che dal crinale spartiacque scende nel versante toscano verso il fondo della valle principale, quella del Magra. La dorsale si stacca dalla q. 1855.4 m di quel triplice rilievo, situato tra Passo del Cirone e Passo di Lagastrello, più precisamente tra M. Sillara e M. Bocco, che a seconda delle fonti è chiamato M. Bragalata o M. Losanna o in ambedue i modi; nell’attuale CTR al 10.000 si dà il nome di Losanna alla cima più a Ovest (1856.3 m) e di Bragalata a quella più a Est (1836.2 m), mentre resta anonima la cima centrale, cioè il punto d’origine della dorsale. La dorsale, spartiacque tra Bagnone e Taverone affluenti del Magra, scende a una sella di valico a 1517.9 m e si rialza al nodo orografico del Tecchio dei Merli (1642.7 m); da qui il ramo principale, orientato a Sud, scende verso Apella ed è in parte percorso dal sentiero CAI 114; un ramo secondario, interno alla Valle del Bagnone, piega a Ovest fino al Monte Santa Maria (1598.6 m) e poi a Sud-Sudovest fino a Cima La Barca (1512.7 m), e termina infine nel territorio di Compione, alta e sperduta frazione del Comune di Bagnone (MS).
Questa dorsale secondaria, panoramica, qua e là dirupata e nel complesso molto interessante, è percorsa da un lungo sentiero che fino a qualche tempo fa era marcato da vecchi segni biancorossi; a essi se ne sono ora aggiunti altri nuovi dal basso fino alla sella tra M. Santa Maria e Tecchio dei Merli; da lì essi piegano a Nord verso Capanne Tornini nell’alta valle del Bagnone, mentre mancano ancora, ma provvisoriamente, nel tratto ulteriore della dorsale fino al Tecchio dei Merli e alla successiva sella 1517.9 m: questo infatti sarà il nuovo sentiero CAI 115, a cura della Sottosezione di Bagnone del CAI di Pontremoli (informazioni cortesemente fornite da Federico Santini, Presidente della Sottosezione).
In attesa dell’inserimento di questo itinerario nella sentieristica del CAI, la gita qui descritta rientra ancora a pieno titolo tra gli “itinerari di montagna rari e poco o per nulla conosciuti” che sono l’oggetto di questo sito; e del resto, fino a qualche anno fa mancava del tutto una bibliografia al riguardo. Infatti, la vecchia e autorevole guida di Daniele Canossini, Le Valli di Parma e l’Alta Lunigiana, L’Escursionista 2002, pur intitolando un itinerario al Tecchio dei Merli (pgg. 303-310), non ne descriveva in realtà la salita, neanche quella breve e ovvia dalla sella a 1517.9 m (che da ora in poi si chiamerà qui, con Canossini, valico del Tecchio dei Merli); la successiva guida di Andrea Greci, Escursioni in Lunigiana, Idea Montagna 2017, si limitava ad accennare (pg. 80) al “sentiero (pressoché abbandonato)” che sale al Tecchio dei Merli da Sud dai pressi del Prato del Ferro sul sent. CAI 114, tracciato di secondaria importanza per il quale comunque vedi sotto. Solo la più recente e molto dettagliata guida di Filippo D’Antuono, Itinerari in Alto Appennino di Parma e Lunigiana, Tarka 2021, illustra finalmente, tra l’altro (da pg. 241 in avanti, capitolo “Il Tecchio dei Merli, e dintorni”), la salita al Tecchio dei Merli per la dorsale oggetto di quest’articolo e la discesa al valico omonimo.

Losanna o Bragalata?
Sembra strano che una montagna evidentemente unica, le cui tre ‘cime’ si allungano su non più di 370 metri circa di crinale, e separate l’una dall’altra da depressioni irrilevanti, abbia l’onore e il lusso di due nomi distinti; ma già un documento del 1829 – come segnala a pg. 242 la guida CAI-TCI di M. Salvo e D. Canossini, Appennino Ligure e Tosco-Emiliano, 2003 – individuava una sola montagna e ne dichiarava il nome di “Bragolata o Losara”. Greci aggiunge a sua volta, nel libro citato sopra (pg. 81), che dei due nomi sul versante emiliano era conosciuto quello di Bragolata e sul versante toscano quello di Losara, “da cui il Monte Losanna con cui sulle carte si indica erroneamente la vicina cima della Nuda di Iera”; e spiega che Losara rimanda a un “luogo di prelevamento di lastre di arenaria (lose)”. A conferma, si può ricordare l’esistenza dei ‘Prati di Losanna’ sul versante toscano della montagna.
“La denominazione più comune per l’intera montagna resta però Bragalata su entrambi i versanti” (Canossini).

La partenza è da Compione (693.2 m), dove termina la strada asfaltata che sale da Bagnone; essa prosegue sterrata fino a Capanne Tornini, e la si può seguire in auto fino a un vicino tornante verso sinistra (739.4 m) dove si stacca il sentiero del Trekking Lunigiana (T.L.) diretto ad Apella. Si percorre dunque il T.L. fino a una vicina sella, la Colla di Santa Maria (781.2 m, h 0.10 dal parcheggio), dove s’incrocia la dorsale del Tecchio dei Merli. La si risale verso N su sentiero ben segnalato, incrociando per tre volte la strada di Capanne Tornini; raggiuntala per la quarta e ultima volta, la si segue verso destra per breve tratto fino a ritrovare a monte il sentiero (1248.6 m, h 1.20/1.30), che ora l’abbandona salendo ripidamente, spesso ormai all’aperto, tra erba, alberi e roccette, verso Cima La Barca, aspra e panoramica: la si raggiunge, da ultimo passando tra belle balze rocciose, con una breve digressione verso sinistra (1512.7 m, h 0.35/2.05; il nome è enigmatico). Tornati al sentiero principale, si continua su terreno ancora mosso e vario, all’incirca sul filo, fino a un rilievo alquanto dirupato che precede il M. Santa Maria.
N.B. – Alla Colla di Santa Maria un cartello che indica le destinazioni del sentiero inserisce un ‘Formicolaio’ tra Cima La Barca e M. Santa Maria: può darsi che questo sia il nome di detto rilievo.

Si prosegue fino alla cima poco appariscente del M. Santa Maria (1598.6 m, h 0.45/2.50), nodo orografico secondario da cui si stacca verso NO un altra diramazione della dorsale; si segue invece, ancora su sentiero segnato nel bosco, il crinale principale, che piega nettamente verso destra (E). A una sella i nuovi segni piegano verso sinistra dirigendosi alle Capanne Tornini; bisogna invece proseguire sul crinale o nei pressi, che si vedano o no i vecchi segni semiscomparsi, fino a riaffacciarsi all’aperto davanti al primo dei tre torrioni rocciosi in sequenza del Tecchio dei Merli. Da questo punto la guida di D’Antuono consiglia un lungo aggiramento a sinistra fino a una selletta situata subito al di là dell’ultimo e più alto dei tre torrioni; ma il vecchio itinerario marcato dai segni semiscomparsi aggira a destra su erba molto ripida il primo torrione (1609.4 m), insuperabile di fronte, fino a una selletta tra il primo e il secondo (dalla quale pure, comunque, il primo torrione non sembra alla portata); poi sale sul secondo – un gradone molto ripido che porta a un pianoro orizzontale – con un breve tratto che richiede cautela; infine raggiunge l’ultimo e più alto (1642.7 m, h 0.40/3.30) su belle roccette dopo un iniziale, breve aggiramento a destra.

Prosecuzione della gita e ritorno a Compione

Si continua sull’evidente dorsale (S) di là dal Tecchio fino a individuare, poco oltre, e seguire a sinistra gli sbiaditi segni rossi che marcano la discesa verso NE al valico del Tecchio dei Merli; l’alternativa è quella di rimanere invece sulla dorsale cercando di seguire un vecchio sentiero (è quello accennato da Greci) che scende, da ultimo all’aperto su bei prati verso sinistra, alla loc. Prato del Ferro (1494 m) sul sent. CAI 114; ma il tracciato è semiscomparso ed è spesso necessario perdere quota al meglio e scomodamente, e la pur facile dorsale non offre particolari pregi: opzione sconsigliata, anche perché solo sulla carta è più breve della seguente. Sul percorso si trova una capanna privata detta Bivacco Des Amis.

Se invece si scende al valico del Tecchio di Merli, lì si trova il sent. 114, che seguìto verso destra porta appunto, in versante Taverone, al Prato del Ferro (h 0.35 dal Tecchio) e poco dopo di nuovo alla dorsale S del Tecchio dei Merli, che segue lungamente nel bosco fino a uno sterrato che sale da Apella; percorrendo quest’ultimo verso il basso si giunge infine allo stacco verso destra del T.L., che sale in breve al Valico della Colla (863.3 m, h 1.45/2.20 dal Tecchio), scende ad attraversare (700 m c.) il Bagnolecchia affluente del Bagnone e risale alla già nota Colla di Santa Maria (781.2 m), da cui in breve si ritorna al punto di partenza (h 0.40/3.00 dal Tecchio). È l’opzione di ritorno più varia e interessante.
La gita completa da Compione a Compione: EE, dislivello 1050 m, h 6.30.

Dal valico del Tecchio dei Merli si può anche seguire un tracciato verso sinistra (segni azzurri) che porta alle Capanne Tornini, al termine della strada che sale da Compione: seguendola (al prezzo di una cospicua risalita alle pendici del M. Santa Maria e di Cima La Barca) si torna comodamente a Compione, magari abbandonando la strada non appena essa incrocia il sentiero di salita già descritto. Opzione poco più lunga della precedente, monotona e meno interessante.

E chi volesse, dal valico del Tecchio dei Merli, salire fino al crinale spartiacque, percorrere cioè l’intera dorsale fino al M. Bragalata?
Dal valico si segue il sent. 114 verso sinistra; a un bivio si va a sinistra (indicazione per i Prati di Losanna) fino a una sella a 1630 m c. sulla dorsale, dove si trova un altro bivio: qui, lasciando a destra il ramo per Passo Giovarello e a sinistra quello per i Prati di Losanna, si segue il filo di crinale, faticoso ma facile e panoramico, fino alla cima centrale (1855.4 m) del Bragalata. Secondo Greci (pg. 81, informazione non verificata da chi scrive), sul filo si trovano i segnavia del nuovo tracciato del sent. 114, che avrebbe sostituito il vecchio diretto al Passo Giovarello.
Il ritorno è verso destra al Passo Giovarello (1749.8 m) dove si ritrova il sent. 114, dismesso o no che sia in questo tratto.

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