
PIZZO DEL TIMO – PRIMA PARTE: I SENTIERI
Nel rinnovato (2023) Apuane segrete di Marco Lapi e Fiorenzo Ramacciotti, bello e utile come il precedente del 1995, spicca per la sua originalità il capitolo (C4) dedicato al Monte di Stazzema, che si alza tra Cardoso, Ponte Stazzemese e appunto Stazzema: rilievo modesto per dimensioni e quota ma attraente perché una sua parte, culminante nel Pizzo del Timo, è rocciosa e assai aspra.
Nel presente articolo, che al libro di Lapi e Ramacciotti deve molto (e quasi tutto per la toponomastica), vengono combinati in un breve anello i più interessanti dei sentieri descritti in Apuane segrete e la salita al Pizzo del Timo.
Un successivo articolo, più originale, verrà dedicato alle vecchie cave e alle vie di lizza del medesimo Pizzo del Timo.
Si parte dalla strada tra Pontestazzemese e Cardoso, nel punto dove sulla destra, in corrispondenza del cartello stradale CARDOSO, inizia un breve tronco stradale inerbito; si può parcheggiare sul lato opposto della strada principale, poco prima, in uno slargo presso una torretta (210 m c.). Al tronco inerbito fa seguito un sentiero che, poco sopra, presenta un bivio (300 m c.): lasciata la diramazione di sinistra, per la quale si farà ritorno, si segue quella di destra: è il sentiero di Potòttoli.
N.B. 1 – Il “viottolo di Potottoli” è presente già sulle antiche carte catastali lorenesi, nelle quali lo stesso toponimo designa tutta la zona tra il viottolo stesso e la fascia rocciosa soprastante.
Il sentiero di Potottoli pianeggia nel bosco, oltrepassa la casa della Polletta e si porta sotto le pareti del Pizzo del Timo. In ambiente ora più alpestre si sale lasciando a sinistra (a monte) due vie di lizza degradate e mal riconoscibili come tali – se non per i muri di sostegno ancora visibili -, e a destra (a valle) un sentiero segnato che porta a opere di cava sottostanti; poco oltre si raggiunge un bellissimo pulpito roccioso assai panoramico sulla valle sottostante, nel punto in cui dall’alto scende ripidissima un’altra via di lizza (400 m c.). Si procede ora su una specie di larga cengia, aperta e panoramica, e poi nel bosco fino ad alcuni ruderi (loc. Tasceto, 450 m c., h 1.15), accanto a uno dei quali dal sentiero principale, che continua fino alla Pieve di Stazzema, se ne stacca a sinistra un altro: lo si segue verso l’alto su ripide serpentine scalinate e poi con un ultimo tratto verso sinistra purtroppo ostacolato da tronchi d’albero caduti e intraversati; allo stato attuale (febbraio 2026) si riesce comunque a passare sia pure con qualche disagio, affrontando direttamente i primi ostacoli e aggirando a destra l’ultimo, giungendo infine a una sella di crinale.
N.B. 2 – Il sentiero appena descritto, detto del Tasceto, è assai importante perché consente di arrivare a pochi passi dalla cima del Pizzo del Timo, a cui altrimenti si dovrebbe arrivare, come si vedrà sotto, con una digressione andata e ritorno dall’itinerario principale. Se, quindi, il suo stato non peggiorerà ancora, conviene senz’altro affrontare i disagi detti.
Dal crinale, che è quello sommitale e occidentale del Monte di Stazzema, con pochi passi verso sinistra lungo un muretto si raggiunge la bella cima rocciosa del Pizzo del Timo (507.5 m, h 0.20/1.35), larga a sufficienza ma precipite verso la valle sottostante e Pontestazzemese, su cui si apre una splendida vista; una cresta dirupata, che si può percorrere con cautela per un po’, più giù precipita verso il già descritto pulpito panoramico sul sentiero di Potottoli.
Tornati alla sella si prosegue sul sentiero del Tasceto, che ora si svolge nel bosco sul versante opposto (N) a quello di provenienza, guadagnando quota con qualche bel tratto fra roccette fino a uno sterrato al cui termine, pochi metri a destra, si trovano gli edifici detti case al Monte (590 m c., h 0.25/2.00): si è di nuovo raggiunto il crinale, in prossimità del punto più alto del Monte di Stazzema (594.4 m), poco interessante perché boscoso.
N.B. 3 – A queste case giungono dal versante opposto (S), da Stazzema e in particolare dalla sua Pieve, alcuni sentieri da utilizzare in alternativa a quello del Tasceto se esso divenisse impercorribile: vedi it. C4e di Apuane segrete. In questo caso, però, per andare alla cima del Pizzo del Timo bisognerebbe farvi una digressione ad hoc andata e ritorno, non brevissima e con aggravio di dislivello, appunto dalle case al Monte.
Si continua sullo sterrato delle case al Monte percorrendolo all’inverso fino al valico della Croce (540 m c.) sulla strada asfaltata che sale da Stazzema, dove a sinistra un cartello segnala lo stacco del Sentiero Alta Versilia (SAV) che riporterà al punto di partenza dell’itinerario. Lo si segue in discesa nel bosco; a un tornante verso destra, a sinistra si nota un sentiero che sale per qualche metro e poi traversa all’incirca orizzontale: esso porta in breve agli ingressi alti (420 m c.) di una miniera di ferro abbandonata, la Buca della Vena, davanti alla quale si passerà poco sotto con il SAV; conviene senz’altro farvi una digressione. Raggiunti e visitati gli scavi, si noterà che la traccia orizzontale (anzi le tracce: sono tre) prosegue oltre gli ingressi; ma per il momento, e in quest’articolo, ci si contenterà di essere arrivati fin lì.
Tornati al bivio e continuata la discesa, si giunge poco sotto all’ingresso principale e agli edifici in rovina della Buca della Vena (375 m c.), che si avrà cura di osservare dall’esterno senza avventurarvisi; il SAV prosegue su un tracciato orizzontale su cui si trovano ancora i binari a suo tempo adibiti al trasporto del materiale estratto, che terminano a ciò che resta della stazione superiore di una teleferica. Alla sua destra prosegue il SAV, che scende ripido fino al bivio con il sentiero di Potottoli; da qui si torna in breve a destra al punto di partenza (con la digressione agli ingressi alti: h 1.30/3.30).
E, disl. 400 m, h 3.30.







