ITINERARI NOTI E MENO NOTI ALLA GROTTA ALL’ONDA

La Grotta all’Onda è una meta classica, frequentata e apprezzata, nell’ambito di gite di basso impegno ma comunque gratificanti e pur sempre nelle aspre Alpi Apuane; e sarebbe già sufficiente, per una piacevole mattinata in montagna, arrivare fin lì con uno dei due principali accessi alla Grotta da Càsoli di Camaiore, e tornare al punto di partenza con l’altro; ma è anche possibile, con aggravio non eccessivo di tempo, dislivello e difficoltà, fare di meglio e di più. Percorso in parte il più alto e bello dei due accessi da Casoli, senza arrivare alla Grotta lo si lascia per prendere un sentiero, breve ma alpestre e ignoto alle carte, che consente di salire al di sopra della Grotta stessa, a non molta distanza dal bordo superiore delle sue alte e strapiombanti pareti; lassù ci si trova alla base di una larga e aperta dorsale, più in alto rocciosa, situata al centro del bellissimo versante meridionale del Matanna: risalendola, si va a raggiungere il sentiero CAI 113 (ex 3) che collega Foce del Pallone e Grattaculo; seguìtolo per un tratto verso quest’ultima destinazione, lo si lascia a favore di un altro tracciato, con vecchi segni e ometti e comunque ben riconoscibile, che permette di approfondire la conoscenza di questo ampio e caratteristico versante del Matanna, molto interessante anche per i ruderi che vi si incontrano, i terrazzamenti e altri segni dell’antica frequentazione; si scende infine nei pressi della Grotta all’Onda, dove un sentiero orizzontale porta ai piedi delle sue impressionanti pareti, sulle quali non mancano alberi pencolanti sull’abisso e cascatelle che precipitano nel vuoto arrivando a spruzzare il passante, e infine alla Grotta propriamente detta. Da qui si torna al punto di partenza con il più basso dei due sentieri di accesso.

Un po’ sopra il parcheggio di Casoli lungo la strada per Trescolli (435 m c.) si seguono a destra i segnavia CAI 105 (ex 2) e 112 e, a un bivio, a sinistra il solo sent. 105. Si oltrepassa lo stacco a sinistra del primo sentiero per la Grotta all’Onda, qui coincidente con un tratto della goretta di Camaiore, e si continua a salire fino all’inizio del secondo da un tornante verso destra (690 m c., h 0.50); abbandonato il sentiero CAI, si segue un chiaro tracciato orizzontale verso la Grotta all’Onda, ma solo fino al punto in cui a destra (a monte) inizia, con inversione a quasi 180°, un altro sentiero; il punto non è molto evidente: ci si trova in cima a una breve risalita, ai piedi delle rocce, e subito oltre il bivio, sul tracciato che si sta per lasciare si trova un antro; un ometto si trova non al bivio stesso (per non indurre in errore chi dalla Grotta stesse ritornando al sent. CAI) ma un po’ di metri dopo l’inizio. Il sentiero acquista quota rapidamente e si dirige verso la Grotta, con ripidi e stretti tornanti tra rocce, facilitato da muri a secco, con qualche tratto esposto e affacciandosi su un bel pulpito; poi pianeggia nel bosco, attraversa un corso d’acqua e sale all’aperto (ometti) fino alla base di una larga e aperta dorsale al di sopra della Grotta (750 m c., h 0.25/1.15).
N.B. – Di là dalla dorsale il sentiero che ora si abbandona prosegue in discesa, all’inizio un po’ confuso, prima tra prati e poi tra gli alberi, segnalato dove serve e, tenendosi a distanza di sicurezza dal non lontano bordo delle pareti sottostanti, scende infine al tracciato orizzontale (vedi sotto) che costeggia la base delle pareti e giunge alla Grotta. È una variante più breve e che permette di evitare le sia pur modeste difficoltà della cresta che si sta per salire, ma che rimane idonea ad ampliare e a rendere decisamente originale l’altrimenti scontata visita standard della Grotta.

Si risale ora facilmente, tra rada vegetazione che non impedisce l’ampia vista sul versante meridionale del Matanna, la dorsale già detta, orientata a S, fino all’inizio dell’ultimo tratto, ripido e roccioso; lo si risale più o meno sul filo con difficoltà fino al I+, oppure aggirandolo quanto basta a diminuire l’impegno; infine s’incrocia (loc. Alle Serre su CTR, 1015 m c., h 1.00/2.15) il sent. CAI 113 (ex 3) che scende dalla Foce del Pallone. Lo si segue lungamente a sinistra, in direzione di Grattaculo, in ambiente aperto con qualche bel tratto roccioso, superando le fonti di Trigucce e i ruderi di Toggiano, fino alla dorsale di Colle Asinaia; poiché le dorsali attraversate sono più d’una, nel dubbio è bene verificare la propria posizione su una carta: il punto è quello in cui il sent. CAI fa una curva a più di 90° (910 m c., h 0.40/2.55). Subito dopo la dorsale, un chiaro sentiero orizzontale si stacca a sinistra e torna alla dorsale stessa (che quindi si può scendere direttamente dal punto di svolta del sent. CAI), l’attraversa e continua al di là con poca pendenza; si trova un primo rudere e si scende fino a un secondo, situato su un crinale, rispetto al quale il sentiero, qui incerto, si tiene a sinistra (ometti) e piega poi nettamente ancora a sinistra, verso un altro rudere ben visibile, ottimo punto di riferimento in caso di dubbio. Il sentiero passa appena sotto a quest’ultimo e prosegue nella stessa direzione fino a una netta curva verso destra, dopo la quale, prestata attenzione a un bivio dove bisogna proseguire a diritto (freccia rossa sbiadita) anziché seguire a sinistra un sentiero che porta a un rudere, si continua in traversata perdendo lentamente quota fino a confluire (730 m c.) nel largo sentiero orizzontale che, provenendo dalla zona di Bollogno, traversa fino alla base delle grandi pareti che precedono la Grotta all’Onda; prima di esse si lascia a sinistra il tracciato che scende da sopra la Grotta (vedi N.B.). Giunti alla Grotta (710 m c., h 1.05/4.00), si ritorna al sentiero 105; è più breve e preferibile – se si vuole evitare per quanto si può di ricalcare i passi dell’andata – scendere lungo l’accesso inferiore; il bivio segnalato si trova proseguendo in traversata poco oltre la Grotta, dopo un fosso d’acqua, all’inizio dell’accesso superiore; un tratto scomodo perché intralciato da alberi caduti può essere evitato con una variante più bassa, che comporta di traversare con cautela un corso d’acqua in equilibrio sulla sommità di una briglia in cemento. Con il sent. 105 si torna al punto di partenza (h 1.00/5.00).

EE (I+ evitabile), disl. 650 m, h 5.

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