

Da carta 4Land 1:10.000 Camaiore e Massarosa
IL ‘FORATO’ DEL MATANNA E LA TRAVERSATA ALTA DEL VERSANTE OVEST
Il versante Ovest del Matanna è già stato oggetto in questo sito di un articolo che cercava di mostrarne tutte le possibilità escursionistiche, rimaste fino a quel momento pressoché sconosciute; a tale quadro, che illustrava tutti gli itinerari allora noti a chi scrive e ai suoi amici Paolo Mazzoni e Silvano Rossi, si aggiungono qui ancora:
a) la visita a una caratteristica finestra rocciosa (che qui verrà chiamata ‘Forato’ del Matanna) del quadrante Nordovest, che si trova poco sotto la dorsale che dalla cima del Matanna scende al Callare omonimo;
b) una traversata del quadrante Nordovest che si svolge ad altezza maggiore di quella già descritta per lo stesso quadrante nel precedente articolo, in continuità con quella che percorre il quadrante Sudovest e all’incirca alla stessa quota. Ne deriva la possibilità di traversare tutto il versante Ovest del Matanna da un capo all’altro scegliendo tra due opzioni per il quadrante Nordovest e continuando poi nel quadrante Sudovest con l’itinerario unico già descritto. Delle due opzioni, quella bassa già descritta nel precedente articolo comporta difficoltà da non sottovalutare nel tratto che è necessario percorrere per guadagnare quota dalla traversata inferiore del quadrante Nordovest fino al livello a cui si trova quella superiore, tratto in cui si devono affrontare un canale dirupato, un passaggio attrezzato insidioso e un tratto sospeso assai ripido su paleo e rado bosco; la traversata alta qui descritta è più breve, più facile e solo moderatamente esposta, e anche più bella perché s’inoltra in uno spettacolare ambiente aperto di gendarmi rocciosi ed esili crestine.
La traversata alta completa del versante Ovest del Matanna può essere fatta sia da Nord a Sud che al contrario; ma è meglio se si parte dal Callare del Matanna (Nord) con arrivo alla Sella di Toggiano, perché così si affronta in salita un canale delicato. La visita del Forato la si fa abbandonando nel punto opportuno la traversata alta, salendo da lì alla finestra rocciosa e poi tornando con cautela al punto di partenza dalla traversata dopo la digressione; oppure proseguendo in salita fino alla elementare dorsale Nord-Nordest del Matanna tra il Callare e la cima; in questo secondo caso, poiché il terreno sopra il Forato è assai erto e infido, non è consigliabile tornare in discesa sui propri passi, e conviene abbandonare la traversata continuando la gita in altro modo, cioè salendo al Matanna o scendendo al Callare.
Accanto al Forato passano gli arrampicatori in uscita dalla via La tana del Balrog di M. D’Amato Avanzi e F. Arigoni del 2022, come riporta a pg. 444 il recente Alpi Apuane multipitch di Gregorio Pedrini, Versante Sud giugno 2026: l’uscita dalla via fino alla dorsale Nord-Nordest del Matanna coincide con le descrizioni fatte qui sotto di un tratto della traversata alta e della visita al Forato con prosecuzione verso l’alto. In tale libro la struttura è anonima e qualificata come “un caratteristico arco di roccia (prossimo a franare)”: previsione, questa, forse troppo catastrofica, ma condivisa anche da Lapi e Ramacciotti nel nuovo Apuane segrete (Edizioni Toscana Oggi, 2023); lì il Forato è fatto oggetto d’interesse in quanto finestra attraverso la quale osservare i ‘passaggi’ del sole e di altri astri da varie località circostanti (pg. 117 e sgg.).
Traversata alta del versante Ovest
Dal parcheggio dell’albergo Alto Matanna (1040 m) si sale al Callare del Matanna (1140 m, h 0.15) e si scende di là sul sentiero CAI 115 (ex 5) fino a una curva a destra dove verso sinistra si stacca una traccia di animali (1095 m c., h 0.05/0.20); il bivio è segnalato da un ometto su un roccione affacciato sulla valle; poco sotto sul sentiero, vicinissimo e bene in vista, si trova il Pizzo S. Pietro, ottimo punto di riferimento. La traccia, abbastanza evidente e comunque segnalata da ometti, attraversa con saliscendi un pendio alquanto ripido di erba e bosco, qua e là stretta e in esposizione, fino a trasformarsi in una cengia ascendente abbastanza regolare, erbosa e poi sassosa e detritica, che scorre ai piedi di balze rocciose e ripidi invasi e al di sopra di salti. L’ambiente tende ad aprirsi, reso assai suggestivo da torrioni e aeree crestine; in alto si nota, al sommo di un canale scosceso, un notevole gendarme. La cengia si esaurisce poco dopo alla base di un canale detritico (attenzione, ci si trova sull’orlo di un salto), oltre il quale essa in realtà prosegue ancora per pochi metri, in forte esposizione, fino all’uscita dal terzo e ultimo tiro della via La tana del Balrog. Si risale con cautela il canale pensile, facile ma ripido e franoso, fino a uscirne a destra a fianco di un panoramico spuntone roccioso che si può salire facilmente (forse è la q. 1152.8 m CTR); a monte si risale una breve scarpata e ci si trova finalmente su un largo ripiano erboso (1160 m c., h 0.40/1.00), che più su si trasforma in un facile e breve pendio fino alla base di incombenti balze rocciose. Dal ripiano si notano sul lato sinistro (guardando a monte): uno strano gendarme quasi alla stessa altezza, che si può raggiungere in breve con scabrosa traversata su detriti; più in alto, il notevole, ardito e imponente gendarme già avvistato dal basso, che si trova al di là del “canale scosceso” già detto; e più in alto ancora, più su della testata di tale canale, il Forato. Si è appena superato il tratto più insidioso della traversata, che da qui prosegue verso destra; ci si trova al punto dal quale inizia la salita al Forato, per la quale vedi sotto.
La traversata prosegue dunque verso destra, in discesa (ometto) su un pendio erboso un po’ sospeso, fino a oltrepassare un solco (alcuni metri sono esposti) oltre il quale la traccia detritica va a costeggiare in discesa le rocce, abbandonandole poi per scendere un pendio boscoso ripido ma facile. Ora la traccia piega a sinistra, ritorna sotto le rocce e le costeggia di nuovo, risalendo ai loro piedi, sul ripido e franoso bordo destro idrografico, un orrido canalone detritico fino ad attraversarlo per raggiungere una carbonaia sul lato opposto. Dalla carbonaia la traccia prosegue all’incirca in orizzontale (ometto; evitare di salire), passa sotto alcuni caratteristici roccioni a mo’ di antro o sottoroccia, poi riceve dal basso la traversata inferiore (segnalata da fettucce sugli alberi: da percorrere solo in salita!) e subito sopra giunge al bivio con la via di salita da NO al Matanna (h 0.45/1.45). Da qui il prosieguo della traversata è già stato descritto nell’articolo precedente; essa comunque continua agevolmente incrociando la cresta O del Matanna e giungendo infine alla Sella di Toggiano alla base della cresta SO del Matanna (1017.5 m, h 0.45/2.30).
La sola traversata del versante O dal Callare del Matanna alla Sella di Toggiano: EE, dislivello poco rilevante (forse due centinaia di metri), h 2.30.
Il Forato del Matanna
Dal pianoro erboso a 1160 m c. già detto sopra, si sale senza difficoltà la larga dorsale fino alle balze soprastanti, dove una traccia un po’ esposta ma facile sale ai loro piedi verso sinistra fino alla finestra rocciosa (1180 m c.).
N.B. 1 – Dall’inizio di tale traccia si può scendere nel “canale scosceso” alla cui destra idrografica si trova il notevole gendarme rammentato sopra; ma già raggiungerne la base sembra impegnativo, e salirne la cima impossibile.
Le finestre del Forato sono due, ognuna delle dimensioni di qualche metro; si può calcare facilmente la base sia di quella inferiore sia, poco sopra, di quella superiore; esse sono separate da un massiccio setto roccioso. Sia dall’una che dall’altra ci si affaccia su un canale ripidissimo e repellente che non sembra percorribile.
N.B. 2 – Con altra gita è possibile avvicinarsi abbastanza anche al bordo opposto (destro idrografico) di tale canale: si traversa nel punto opportuno dalla dorsale NNE del Matanna, avendo l’accortezza di salirla o scenderla sul margine per potersi dirigere a vista verso il Forato al punto giusto (1175 m c.); dopo un breve tratto a andamento orizzontale nel versante O si tocca un ultimo esposto pulpito da cui si ammirerà da un altro punto di osservazione il Forato e la sua finestra (che da qui appare unica), ma si avrà la conferma che il canale interposto è invalicabile.
Questo approccio era già indicato in Apuane segrete.
Dal Forato così raggiunto si può con cautela ritornare sui propri passi fino al tracciato della sottostante traversata; ma conviene proseguire verso l’alto per osservare da vicino la sommità della struttura rocciosa e poi salire alla dorsale NNE; in questo caso, però, è sconsigliabile ridiscendere.
A destra, dunque, delle due finestre, si segue una breve ma ripidissima traccia tra terra e paleo fino a una cengia verso sinistra che in pochi metri porta all’altezza della sommità del Forato (non raggiungibile); da qui, poi, una cengia ascendente verso destra, assai esposta, porta tra erba e roccette su terreno più facile fino al margine dell’elementare dorsale NNE del Matanna (1200 m c.). Se da qui si decidesse di scendere al Callare se ne potrebbe approfittare per vedere l’altro lato del Forato come detto in N.B. 2.
EE, dislivello irrilevante (20 m + 20 m), h 0.20 sia la digressione andata e ritorno dalla traversata alta al Forato sia la visita al Forato con uscita sulla dorsale NNE del Matanna.







