BÙCINI E BALZO BIANCO AL PRATO FIORITO

Nell’aspro versante meridionale del Prato Fiorito, la zona centrale compresa tra i canali di Vallelunga a Ovest (sinistra per chi guarda dal basso) e quelli di Vallemagna a Est (destra) è incisa da tre ripidissimi canali vicini l’uno all’altro, stretti e incassati, localmente detti Bùcini; essi salgono dalla base per un centinaio di metri o poco meno fino a perdersi in pendii di roccia ed erba non meno erti, ma attraversati da una cengia utile per collegarli tra di loro e per traversare alla Vallelunga o alla Vallemagna. All’uscita del Bucine di sinistra si trova un bel rilievo detto localmente Balzo Bianco o semplicemente Balzo; nei suoi pressi la CTR colloca il toponimo Il Monte, ignoto ai locali, che potrebbe riferirsi sia al Balzo Bianco da solo sia anche alla zona circostante.
N.B. 1 – Nel libro Le dolomiti della Val di Lima e l’Orrido di Botri (pg. 239) i Bucini erano erroneamente considerati due anziché tre.
A pg. 240 vi si scriveva che nel loro fondo “si troverebbero ancora, secondo ricordi o leggende locali, dei residuati bellici”: uno vi fu poi effettivamente trovato (e in seguito rimosso dagli artificieri), nel Bucine di sinistra, dall’autore e i suoi amici il 15 febbraio 2023.

Il Bucine di sinistra è leggermente più impegnativo di quello centrale; ambedue sono salibili con difficoltà massime di II (più continue nel primo dei due); nessuno dei due è consigliabile in discesa. Il Bucine di destra non sarebbe alla portata dell’escursionista se non fosse stato attrezzato con corde fisse nel tratto centrale: esse lo rendono percorribile non solo in salita ma anche, con maggiore impegno, in discesa. Preso atto di ciò, diventa possibile effettuare una gita che concateni tutti i Bucini in questo modo: 1) salita del Bucine centrale; 2) discesa del Bucine di destra; 3) traversata fino alla base del Bucine di sinistra; 4) salita del Bucine di sinistra e del Balzo Bianco; 5) uscita per cenge a sinistra verso la Vallelunga.
Per gite diverse da quella qui descritta si tenga presente che, per tornare a valle dopo la salita del Bucine di destra o anche di quello centrale, è più breve uscire a destra verso la Vallemagna anziché a sinistra verso la Vallelunga.
Come punto di partenza si è qui scelta la loc. Fontana Buona (775 m); ma si può altrettanto bene, sia pure con maggiore dislivello, giungere ai piedi dei Bucini sia da Campiglia Alta (635 m) che dal bivio per Cappella (566 m) sulla strada della Controneria.

Da Fontana Buona (775 m c.) sulla strada che da quella della Controneria sale a Colle a Serra, con l’it. E6 del libro si giunge in loc. Crocetta (850 m c.) all’inizio del c.d. sentiero dei Sassi Scritti (it. E26), e lo si segue verso destra fino ai piedi degli alti bastioni che chiudono in sinistra idrografica la Vallelunga; appena oltre ci si trova alla base di una bassa scarpata di erba e detriti al cui sommo iniziano, ben riconoscibili, i tre Bucini (910 m c., h 0.40). Si sale in breve, su tracce di animali, fino a quello centrale, e lo si percorre tra due cortine verticali su terreno ripido e faticoso di erba e detriti. Giunti a una strettoia, ripida ma poco esposta, la si sale con un passo di II seguìto da uno poco più facile su una paretina a destra, oltre la quale si monta più agevolmente sul colmo del risalto così superato; di qui, una bella cengia di qualche metro consente di spostarsi a sinistra, dove erti ma facili pendii di paleo consentono di salire fino al punto in cui, sotto pareti incombenti, s’incrocia una stretta ma facile cengia rocciosa.
N.B. 2 – Tale spostamento a sinistra consente di proseguire la salita nel modo meno impegnativo; soluzioni più dirette – a diritto senza spostamento a sinistra; su per la nervatura intermedia – sono più difficili.
N.B. 3 – Sulla cengia di uscita dal Bucine alcuni di noi avvistarono tempo fa una volpe: da ciò il nome proposto di cengia della Volpe.

Messo piede sulla cengia della Volpe, la si segue in breve verso destra, continuando poi in salita su traccia nell’erba, passando poco sotto un antro e arrivando subito dopo a incrociare una costola oltre la quale si trova il Bucine di destra (1050 m c., ometto; h 0.40/1.20).
N.B. 4 – Da qui si può agevolmente risalire per breve tratto (ometti) tale costola e poi traversare su erba a destra fino a una visibile sella che si apre in destra idrografica del canale sinistro di Vallemagna, percorribile senza difficoltà in discesa (it. E29) fino alla sua base e al sentiero dei Sassi Scritti.

Si scende ora il Bucine di destra dapprima, con molta cautela, su un ripido pendio erboso; poi, quando la pendenza aumenta ancora, una corda fissa permette di giungere in sicurezza fino al sommo di un risalto: da qui si scende, per alcuni metri quasi verticali, grazie a un’altra corda e a una staffa. Ai piedi del risalto si continua a scendere su corda fissa lungo un altro tratto assai ripido di erba, al cui termine una strettoia rocciosa porta a più larghi e facili pendii erbosi; la base del Bucine è vicina, ma per giungervi è necessario scendere un ultimo tratto assai scosceso ed esposto (all’inizio è presente una catena per eventuale assicurazione o calata in doppia) e percorrere infine una brevissima ma assai stretta lista di roccia verso destra. Giunti infine al termine del canale (h 0.45/2.05), si traversa senza difficoltà verso destra, in discesa, pervenendo alla base del Bucine di sinistra, e lo si sale su terreno simile a quello del Bucine centrale fino ai piedi di una cresta che s’interpone tra il fondo (a destra) e la parete di sinistra; lasciando qui il fondo, che pochi metri sopra diventa troppo ripido, si sale invece tale cresta, lunga, erta ed esposta ma con difficoltà alla portata (diversi passi di II, ma brevi, discontinui e su solida roccia), fino a uscire su terreno erboso ancora ripido ma senza difficoltà: qui si può traversare facilmente a destra di nuovo nel fondo, e di lì mirare a sinistra alla sella a monte del Balzo Bianco, o anche salire direttamente sulla bella e panoramica cima di quest’ultimo (1026.4 m, h 0.35/2.40).
Dalla sella appena a monte del Balzo Bianco si potrebbe calare velocemente al sentiero dei Sassi Scritti scendendo a sinistra, di là da un primo canale, un secondo a cui fa seguito una scarpata erbosa, ripida ma scalinata dal passaggio delle capre, alla cui base s’incrocia tale sentiero; ma è più bello, dalla stessa sella, mirare a un’altra selletta, ben visibile poco più in alto a sinistra, da cui inizia una bella cengia che traversa fino a un ripido canalino detritico alla cui sommità, accanto a un angusto pulpito roccioso, si è già in vista della Vallelunga; da qui conviene proseguire in salita fino a incrociare poco sopra (ometti, 1070 m c.) l’ennesima cengia – è ancora quella della Volpe – che, su terreno ormai facile, permette di entrare nella parte inferiore del canale di Vallelunga, a quest’altezza ormai unico. Lo si scende direttamente e velocemente su ghiaie fino al sentiero dei Sassi Scritti, sul quale si ritorna alla Crocetta e a Fontana Buona (h 1.20/4.00).

EE (II); dislivello 450, h 4.
Assai opportuno il casco e, per il Bucine di destra, anche imbraco e set da via ferrata.

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