
APP. PISTOIESE: RAMO SECCO DELLA VOLATA E CIMONCINO
In questo sito è già stato pubblicato un itinerario dedicato al Cimoncino (nella zona del Lago Scaffaiolo e del Cupolino) e alle vicine Vene del Lago da cui nasce il Torrente Volata, affluente di sinistra dell’alto corso della Lima; e poi un altro itinerario che descriveva la risalita di tale ramo della Volata fino alle Vene. Il presente articolo è dedicato alla risalita di un altro ramo d’origine della Volata, che nasce in prossimità del Cimoncino e che in alto è secco a differenza dell’altro. Ambedue le gite all’alta Valle della Volata sono parimenti suggestive ma quasi opposte tra di loro benché vicinissime l’una all’altra: quella al ramo attivo del torrente e alle Vene del Lago si svolge in prossimità dell’acqua e a suo contatto; quella al ramo secco e al Cimoncino si svolge in ambiente asciutto, su larghi macereti tra belle balze e paretine rocciose.
Per la gita al ramo secco qui descritta, la Doganaccia, località sciistica al termine della strada che sale da Cutigliano e dal Melo, è il punto di partenza migliore; ma si potrebbe anche partire dalla più lontana e bassa loc. Butale che si trova al termine della strada che sale da Spignana (S. Marcello Pistoiese). Il sentiero di collegamento tra ramo secco e ramo attivo della Volata (vedi sotto) dà comunque la possibilità di combinare a proprio piacimento la gita desiderata.
Salendo al grande piazzale-parcheggio della Doganaccia all’arrivo della funivia (1501 m), oltrepassato il Lago di San Giovanni Gualberto e poco prima di giungere alla biforcazione dove termina il doppio senso di marcia, a destra si stacca (1465 m c.) uno stradello sterrato che s’inoltra nella Valle della Volata; si può parcheggiare anche qui, ma con pochi posti a disposizione, oppure meglio al grande piazzale di sopra, al quale comunque si arriverà al ritorno. Preso lo sterrato, a un primo bivio si prosegue a diritto trascurando il ramo che sale a sinistra (tabella con indicazione ‘sorgente Calanca’); poco dopo confluisce da destra un altro tracciato che proviene anch’esso dalla Doganaccia poco sotto il lago.
Dopo aver superato il Fosso della Calanca (1384 m, punto più basso dell’itinerario), a un secondo bivio si sale a sinistra evitando il ramo di destra, che perde quota nella Valle della Volata (h 0.45); a un tornante verso sinistra (il primo e unico), si lascia lo stradello principale, che sale alla casetta delle Valli, per prenderne uno che se ne stacca verso destra (1445 m c.); il bivio è pressoché invisibile perché quasi del tutto mascherato dalla vegetazione, ma varcata tale soglia si riconosce facilmente un vecchio sterrato orizzontale, in abbandono ma sempre visibile, che rimane infrascato per tutta la sua lunghezza ma che si riesce a percorrere districandosi senza troppe difficoltà. Lo stradello termina a 1400 m c.; ad esso fa seguito, all’inizio verso destra in discesa, un sentiero (ometti, segni rossi) che prima con un traverso un poco esposto nel bosco ripido, e poi in discesa su terreno scosceso, porta infine e in breve al letto del ramo secco della Volata (1390 m c., h 0.30/1.15).
N.B. – Sulla sponda opposta (ometti) il sentiero prosegue fino al ramo attivo della Volata (1370 m c.), raggiungibile in h 0.10.
Il ramo secco della Volata, compreso tra due scarpate di franumi rocciosi e vegetazione, è largo, aperto e poco ripido; è in gran parte ricoperto da un macereto che tuttavia è in genere stabile e non troppo faticoso, e che si risale dove si vuole senza difficoltà; in alto, in un punto a maggiore pendenza in cui il solco piega a sinistra, si passa appena sotto una larga e bassa fascia rocciosa assai caratteristica, che incombe sulla destra. Più su, poco sotto due alberi isolati, s’incrocia (ometto) il sentiero orizzontale che dal Cimoncino va alle Vene del Lago; da qui si va a sinistra in pochi minuti alla larghissima e panoramica vetta del Cimoncino (1667 m, h 1.15/2.30).
Dopo avere raggiunto la vicinissima sella appena a N della cima (1663 m), si può ritornare al punto di partenza in vario modo, in ogni caso su tracciati abbastanza evidenti: scendendo alla casetta delle Valli; traversando a sinistra fino alla c.d. sorgente della Calanca e al sent. 276, e con esso tornando alla Doganaccia; oppure anche risalendo (ma con aggravio in questo caso di un centinaio di metri di dislivello) lungo una recinzione fino al crinale spartiacque dove s’incrocia il sent. CAI SI – ex 00 -, che seguìto a sinistra porta al Passo della Calanca e al sent. 276: al massimo h 1.30 di discesa, per complessive h 4.00. Per maggiori dettagli sulle vie di discesa si rimanda, in questo stesso sito, all’articolo dedicato al Cimoncino e alle Vene del Lago.
EE, 300 m, h 4.







